Parte a fine mese la nuova edizione degli Invictus Games, i giochi degli “Invincibili”

Tutto nasce nel 2013, quando il principe d’Inghilterra, Harry, in visita negli Stati Uniti, assiste a delle gare dei Warrior Games, una competizione sportiva pensata per reduci di guerra americani che hanno subito lesioni o gravi infortuni durante il servizio militare. La sua idea, quindi, è di crearne una versione più internazionale, in modo da coinvolgere un numero più vasto di atleti e ampliare la cassa di risonanza di un simile evento. Al principe, che si fa promotore e ambasciatore della causa, la questione sta molto a cuore, tanto che l’edizione inaugurale dei giochi viene ospitata dalla capitale britannica. Nell’autunno del 2014 sono oltre 400 i partecipanti ai giochi, provenienti da 13 paesi, a darsi battaglia, per una volta metaforicamente parlando, sotto gli occhi degli spettatori londinesi. Le gare riscuotono un certo successo e il tutto si replica due anni dopo, nel maggio del 2016, a Orlando, in Florida. Sulla scia della prima edizione dei giochi, il numero degli atleti sale a 500, con una presenza di 14 nazioni.

Gli Invictus Games hanno un motto, I am, che si ispira agli ultimi versi della poesia dell’inglese William Ernest Henley che ha dato il nome alla competizione: Invictus.

I am the master of my fate,
I am the captain of my soul.

Sono il padrone del mio destino,
sono il capitano della mia anima.

È una questione di identità, dunque, di orgoglio. È il voler dimostrare che, nonostante le difficoltà e le menomazioni, questi atleti, perché di veri atleti si parla, continuano a tenere la testa alta. I partecipanti ai giochi sono uomini e donne che si sono sacrificati inseguendo l’ideale di difesa del proprio paese. Sono madri, padri, mogli e mariti che hanno messo in gioco la propria vita e che sono tornati a casa trasformati, nel corpo e nella mente. Noi non siamo qui a discutere se le loro scelte siano giuste o sbagliate; siamo qui a parlare di sport e dei valori di cui esso è portatore, e queste persone, gareggiando con e contro la disabilità, come tutti gli atleti paralimpici, incarnano tali valori: il valore del sacrificio, del cercare di superare sempre se stessi. Essi sono l’espressione di tutto ciò che gli Invictus Games rappresentano. Sono stati messi alla prova, sono stati piegati, ma non sono stati spezzati. Hanno dimostrato di non poter essere sconfitti, di avere la forza e la perseveranza per raggiungere traguardi apparentemente inavvicinabili. Gli Invictus Games accendono i riflettori su questi atleti e sui loro sacrifici, non solo come soldati, ma come persone, mostrando di essere più di un semplice evento sportivo. Certo, lo sport resta protagonista. È un mezzo tramite il quale, grazie alla sua incredibile e universale forza di aggregazione, si può arrivare a una maggiore comprensione del diverso.

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Reduci gareggiano nei 100 metri piani nella finale degli Invictus Games di Londra 2014.

L’edizione canadese

A maggio 2016 il principe Harry ha annunciato che la prossima città a ospitare i giochi sarà Toronto. L’edizione 2017 degli Invictus Games si terrà dal 23 al 30 settembre e vedrà la partecipazione di oltre 550 sportivi disabili in rappresentanza di 17 paesi (Afghanistan, Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Giordania, Gran Bretagna, Iraq, Italia, Nuova Zelanda, Olanda, Romania, Stati Uniti e Ucraina).

Le discipline saranno 12: tiro con l’arco, atletica, automobilismo, canottaggio indoor, sollevamento pesi, ciclismo, pallavolo in carrozzina, nuoto, basket in carrozzina, rugby in carrozzina, golf e tennis in carrozzina.

La scelta di tenere i giochi i Canada non è stata casuale. Quest’anno, infatti, ricorrono tre anniversari importanti: i 150 anni del paese, i 100 anni della battaglia del crinale di Vimy e i 75 di quella di Dieppe.

Nella nazione della foglia d’acero l’evento è atteso con grande fermento. Il governo federale ha investito 17,5 milioni di dollari, mentre quello dell’Ontario 10. I tornei si svolgeranno in nove location differenti e i volontari coinvolti saranno oltre 1500.

Il team Italia

Gli azzurri del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa agli Invictus Games saranno guidati dal tenente colonnello, medaglia d’oro al valore militare, Gianfranco Paglia. I corpi rappresentati saranno Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri.

Gli atleti che rappresenteranno il nostro paese sembrano in un buon momento di forma, forti degli ottimi risultati ottenuti recentemente ai Mondiali di atletica paralimpica di Londra, in cui il caporal maggiore scelto Monica Contrafatto ha ottenuto l’argento nei 100 metri di categoria T42 e il tenente colonnello Giuseppe Campoccio il bronzo nel getto del peso F33.

I numeri del movimento italiano sono in costante crescita. A Londra, gli azzurri erano soltanto 13; a Toronto saranno 41. I presupposti per ottenere delle medaglie ci sono tutti. Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo ai nostri ragazzi.

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Il motto degli Invictus Games.

Autore dell’articolo: Alessandro Tonti

Fonte: invictusgames2017.com

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