Le montagne, la Bretagna, un recupero prodigioso… 5 cose da sapere su Warren Barguil

Il Francese ha conquistato la 18esima tappa del Tour de France sulle Alpi ed è ormai certo del primo posto nella classifica scalatori.

1) Miglior scalatore

Scommessa vinta per Warren Barguil. Per questo Tour 2017 il Francese aveva infatti scelto di mettere da parte le proprie speranze di vittoria nella generale per concentrarsi sulla conquista della classifica scalatori, quella della celebre maglia bianca con i pois rossi. E la scelta ha pagato. Lottando alla pari con i favoriti sulle grandi salite alpine e pirenaiche, Barguil ha fatto sua la maglia a pois dalla nona tappa con arrivo a Chambéry per non mollarla più.

Il ciclista venticinquenne è ormai certo di sfoggiare l’ambita maglia di specialità sui Campi Elisi, perché le salite al Tour sono terminate e nessun altro corridore può più insidiarlo. Prima di lui solo pochi altri ciclisti francesi, tra cui Richard Virenque, Laurent Jalabert e più di recente Thomas Voeckler nel 2012, erano riusciti a fregiarsi di tale titolo.

2) 14 luglio

Warren Barguil è stato uno dei mattatori dell’edizione 2017 della “Grande Boucle”, mettendosi soprattutto in mostra nelle tappe di montagna. Oltre al titolo di miglior scalatore, il Francese si è pure aggiudicato due prestigiose vittorie di tappa, le prime due in carriera al Tour.

La prima il 14 luglio, giorno della festa nazionale francese. Il corridore della Sunweb ha tagliato per primo il traguardo di Foix, battendo allo sprint Nairo Quintana, Alberto Contador e Mikel Landa, con cui si era staccato dal gruppo maglia gialla.

La seconda vittoria è quella di giovedì 20 luglio, in cima all’Izoard, al termine di un’ascesa terribile, durante la quale ancora una volta il Francese è riuscito a centrare la fuga giusta.

E pensare che il Tour non era iniziato nel migliore dei modi per Barguil, che era stato battuto in volata dal colombiano Rigoberto Uran in un arrivo deciso al fotofinish. Barguil, che pensava di avercela fatta per un soffio, ha invece appreso di aver conquistato solo la seconda piazza davanti alle telecamere televisive, trattenendo a stento le lacrime.

3) Potenziale

Meno noto al grande pubblico rispetto a Romain Bardet o Thibaut Pinot, due corridori della sua generazione già saliti sul podio alla “Grande Boucle”, Barguil decimo della generale, dispone a sua volta di un grande potenziale e incarna il rinnovamento del movimento ciclistico francese.

Nel 2012 si era fatto notare vincendo il Tour de l’Avenir, corsa che riunisce i migliori talenti del ciclismo. Nonostante le numerose aspettative sorte in seguito a questa vittoria, Barguil aveva saputo confermarsi fin dall’anno seguente, aggiudicandosi due tappe alla Vuelta a solo 21 anni. Nel 2015 infine si era invece presentato con un 14esimo posto all’esordio al Tour de France.

“Ha le qualità per vincere il Tour. Dategli ancora un anno o due,” ha recentemente dichiarato il tre volte vincitore della corsa gialla Greg Lemond, rimasto impressionato dalle prestazioni dell’atleta francese. Sul punto Barguil si mostra invece molto più cauto, come spiegato a “L’Equipe” dopo la vittoria di Foix:

“Non potrei mai vincere un Tour, a meno che la fortuna non mi assista.”

4) Superstite

Warren Barguil ha rischiato di non poter nemmeno partecipare a questa edizione del Tour de France. A fine aprile, lo scalatore si è infortunato in seguito a una caduta al Tour di Romandia. Bilancio: una grave lesione dell’anca, che sembrava obbligarlo ad alzare bandiera bianca in vista della “Grande Boucle”:

“Sul letto d’ospedale, dopo la caduta, mi è stato detto che per il Tour non c’era niente da fare. Due settimane dopo andando in macchina sentivo ancora l’osso muoversi.”

Ma il Francese non si è perso d’animo. Negli ultimi anni infatti Barguil è stato spesso vittima di infortuni e cattiva sorte. Al suo primo Tour è caduto alla 10° tappa. Un incidente senza conseguenze, almeno all’apparenza, dal quale si rialzerà per terminare 14esimo nella classifica generale. Ma solo al termine della manifestazione scoprirà di essersi procurato una frattura al ginocchio.

Ancora più grave, il 23 gennaio 2016, quando in uno stage con la sua squadra in Spagna viene travolto insieme a 5 compagni da una macchina con alla guida una signora inglese che viaggiava contromano. Risultato: una cicatrice al ginocchio, una frattura dello scafoide e un grande spavento:

“Era una situazione scioccante. Siamo rimasti a lungo per terra. Cercavamo di comunicare tra di noi per capire se tutti stavano bene. L’unico nostro compagno di squadra che era riuscito a evitare la macchina ha chiamato i soccorsi, gli elicotteri e le ambulanze. Ha perfino preso un polsino usandolo come laccio emostatico su uno dei nostri compagni. Non è stata una situazione facile, regnava il caos.”

5) Bretone

Warren Barguil è originario di Morbihan e nello stesso département è cresciuto, ha cominciato pedalare all’età di 9 anni (inizialmente con la BMX per passare poi alla bici da strada) e vive ancora oggi vicino a casa dei genitori (il padre è camionista e la madre si guadagna da vivere scaricando frutta e verdura in un supermercato).

L’attaccamento del Bretone alla sua regione è molto forte. Un solo anno dopo essersi trasferito nelle Alpi Marittime (regione nel sud della Francia, n.d.t.), il Francese ha deciso di tornare in Bretagna, più precisamente a Kervignac, paesino a venti minuti da Lorient. Il corridore ha dichiarato a “Le Monde” di aver sofferto di una lieve forma di depressione quando si trovava lontano dalla famiglia e dal golfo di Morbihan.

Tifoso del Lorient, si definisce “Bretone e Francese” (“è una doppia nazionalità,” assicura), e non perde occasione di dichiarare il proprio amore per la sua terra. Nel 2015 confidava a “Ouest France”:

“Amo la mentalità dei Bretoni, il carattere forte che ci contraddistingue. Siamo un popolo tenace. Hinault (ex corridore francese degli anni ’70-’80, n.d.t.), in bicicletta non mollava mai. Ho avuto perfino alcuni compagni appartenenti ai Bonnets rouges (movimento di protesta apparso in Bretagna nel 2013, come reazione alle misure fiscali relative all’inquinamento dei veicoli adibiti al trasporto merci e ai numerosi piani sociali riguardanti l’agroalimentare, n.d.t.).”

Barguil Tour de France
20 luglio 2017. L’arrivo in solitaria di Warren Barguil sul mitico Col d’Izoard.

Traduzione dell’articolo di Sébastien Billard “Grimpeur, Breton, rescapé … 5 choses à savoir sur Warren Barguil“, pubblicato su “L’OBS”

http://tempsreel.nouvelobs.com/sport/20170720.OBS2364/grimpeur-breton-rescape-5-choses-a-savoir-sur-warren-barguil.html

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